Una situazione molto delicata nella quale bisogna intervenire con estrema cautela, anche perché le scosse che ci sono state nel fine settimana hanno provocato ulteriori crolli, peggiorando la situazione . I Vigili del Fuoco hanno aperto un varco sul retro dell'edificio dal quale stanno mettendo in salvo la documentazione guidati dagli archivisti. Il direttore dell'Archivio, Ferruccio Ferruzzi, spiega: «Stiamo cercando di mettere in salvo un patrimonio molto vasto, abbiamo organizzato il lavoro dando la priorità ai documenti più antichi, o più importanti, come l'Archivio Civico Aquilano, che ha documenti che risalgono al 1193 e che arrivano fino al 1805, o gli atti del processo del Vajont, il cui primo grado si svolse a L'Aquila. Adesso stiamo trasferendo tutto il materiale presso la sede distaccata di Sulmona - continua Ferruzzi - dove il patrimonio verrà depositato momentaneamente».
L'Archivio di Stato de L'Aquila è stato adottato dall'associazione Italia Nostra che ha inviato dei volontari e che ha attivato una raccolta fondi per il restauro dei documenti danneggiati. «E' la prima volta che Italia Nostra sceglie di adottare il patrimonio di un archivio, una scelta dettata dalla volontà di mettere in salvo le opere d'arte e la carte d'archivio esposte alle intemperie e allo sciacallaggio, così da preservare un patrimonio di cui fanno parte documenti preziosi e che costituiscono la memoria storica di questo territorio», dice Gancarlo Pelagatti, uno dei volontari accorsi per collaborare al salvataggio dei materiali.
Anche l'Associazione Nazionale Archivistica Italiana ha inviato volontari , Gianfranco Miscia, presidente della sezione abruzzese dell'Anai, è accorso anche lui e mette in evidenza come «l'Archivio di Stato dell'Aquila rappresenta solo il primo di tutta una serie di interventi che andranno fatti in tutti i territori colpiti dal terremoto, è infatti ingente il patrimonio archivistico ospitato in edifici storici che sono stati danneggiati dal sisma, noi stiamo cercando di coordinare il nostro intervento con le autorità del ministero dei Beni culturali affinché nei prossimi mesi sia possibile mettere in salvo tutto questo patrimonio». Luciano Barca*, direttore generale per gli Archivi del ministero per i Beni Culturali spiega: «Stiamo operando in condizioni difficili, ed il recupero è reso possibile solamente grazie allo sforzo che stanno compiendo i vigili del fuoco, purtroppo l'edificio è gravemente danneggiato e probabilmente sarà necessario mettere in sicurezza l'edificio prima di poter continuare». Restano, infatti, da salvare molti documenti delle amministrazioni preunitarie fino ai primi dell'800, documenti molto preziosi che bisogna fare in fretta a salvare. Ma l'Archivio di Stato non è che il primo degli interventi che saranno necessari per mettere in salvo un patrimonio molto vasto costituito da tutti gli archivi delle zone terremotate.
Attualmente è stato possibile recuperare circa un ventesimo dell'intero patrimonio e il lavoro dovrà andare avanti ancora per circa un mese, se i vigili del fuoco riusciranno a mettere in sicurezza l'edificio.
Ma tutto questo materiale, che attualmente gli esperti stanno trasferendo a Sulmona, tornerà a essere a disposizione dei cittadini e dei ricercatori della città? Il direttore dell'Archivio, Ferruccio Ferruzzi sostiene di sì: «La nostra intenzione è di trovare al più presto le strutture che consentano la continuità dell'Archivio di Stato dell'Aquila nella sua città». Anche Luciano Barca* è dello stesso avviso: «Oggi (ieri ndr) ho parlato col sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e gli ho rinnovato la richiesta di trovare quanto prima uno spazio adeguato». Staremo a vedere.
Luca Muzi
Da il manifesto del 15 aprile 2009, pag.4
L'Archivio di Stato de L'Aquila è stato adottato dall'associazione Italia Nostra che ha inviato dei volontari e che ha attivato una raccolta fondi per il restauro dei documenti danneggiati. «E' la prima volta che Italia Nostra sceglie di adottare il patrimonio di un archivio, una scelta dettata dalla volontà di mettere in salvo le opere d'arte e la carte d'archivio esposte alle intemperie e allo sciacallaggio, così da preservare un patrimonio di cui fanno parte documenti preziosi e che costituiscono la memoria storica di questo territorio», dice Gancarlo Pelagatti, uno dei volontari accorsi per collaborare al salvataggio dei materiali.
Anche l'Associazione Nazionale Archivistica Italiana ha inviato volontari , Gianfranco Miscia, presidente della sezione abruzzese dell'Anai, è accorso anche lui e mette in evidenza come «l'Archivio di Stato dell'Aquila rappresenta solo il primo di tutta una serie di interventi che andranno fatti in tutti i territori colpiti dal terremoto, è infatti ingente il patrimonio archivistico ospitato in edifici storici che sono stati danneggiati dal sisma, noi stiamo cercando di coordinare il nostro intervento con le autorità del ministero dei Beni culturali affinché nei prossimi mesi sia possibile mettere in salvo tutto questo patrimonio». Luciano Barca*, direttore generale per gli Archivi del ministero per i Beni Culturali spiega: «Stiamo operando in condizioni difficili, ed il recupero è reso possibile solamente grazie allo sforzo che stanno compiendo i vigili del fuoco, purtroppo l'edificio è gravemente danneggiato e probabilmente sarà necessario mettere in sicurezza l'edificio prima di poter continuare». Restano, infatti, da salvare molti documenti delle amministrazioni preunitarie fino ai primi dell'800, documenti molto preziosi che bisogna fare in fretta a salvare. Ma l'Archivio di Stato non è che il primo degli interventi che saranno necessari per mettere in salvo un patrimonio molto vasto costituito da tutti gli archivi delle zone terremotate.
Attualmente è stato possibile recuperare circa un ventesimo dell'intero patrimonio e il lavoro dovrà andare avanti ancora per circa un mese, se i vigili del fuoco riusciranno a mettere in sicurezza l'edificio.
Ma tutto questo materiale, che attualmente gli esperti stanno trasferendo a Sulmona, tornerà a essere a disposizione dei cittadini e dei ricercatori della città? Il direttore dell'Archivio, Ferruccio Ferruzzi sostiene di sì: «La nostra intenzione è di trovare al più presto le strutture che consentano la continuità dell'Archivio di Stato dell'Aquila nella sua città». Anche Luciano Barca* è dello stesso avviso: «Oggi (ieri ndr) ho parlato col sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e gli ho rinnovato la richiesta di trovare quanto prima uno spazio adeguato». Staremo a vedere.
Luca Muzi
Da il manifesto del 15 aprile 2009, pag.4
*Errata corrige: il nome del dirigente del MiBAC è Luciano Scala
