venerdì 25 luglio 2008

Haaretz si "riorganizza", via i giornalisti pacifisti

Il quotidiano israeliano Haaretz ristruttura e manda a casa i giornalisti ''scomodi''. Tra i licenziati c'è Meron Rapoport che con le sue inchieste in questi anni ha documentato approfonditamente il conflitto israelo-palestinese. Altre firme che hanno visto ridimensionare la propria collaborazione sono Amira Hass, vincitrice di numerosi premi internazionali, come il Premio Unesco/Guillermo Cano per la libertà di stampa nel mondo (2003), che ora è in anno sabbatico, e Akiva Eldar, una delle principali voci di The Iron Wall, documentario sulla costruzione del muro da parte di Israele mai distribuito in Italia. Anche la collaborazione di Gideon Levy, autore della rubrica Twilight Zone, nella quale venivano riportate storie di vita nei Territori palestinesi occupati, è stata ridimensionata. I cambiamenti vedono anche la sostituzione al vertice del giornale del direttore David Landau con Dov Alfon, per l'edizione in ebraico, e Charlotte Halle', per quella in inglese. Tutto questo sarebbe stato giustificato dal proprietario di Haaretz, Amos Schocken, con la necessità di tagliare i costi e di operare una ristrutturazione del quotidiano dandogli un taglio economico. Secondo alcuni blog, la ristrutturazione sarebbe seguita a un cambiamento della composizione nella proprietà del quotidiano. Il 25% di Haaretz, infatti, è stato ceduto da Schocken a degli azionisti tedeschi.

I commenti di Meron Rapoport e Amira Hass riguardo la ristrutturazione sono stati riportati dal quotidiano il manifesto di domenica 13 luglio 2008. Secondo Amira Hass «Chi legge Haaretz in Israele in genere appartiene alla classe media di origine ashkenazita (europea, ndr) e queste persone rispetto a qualche anno fa si mostrano più interessati all'economia che all'attivismo pacifista e alle notizie che arrivano dei Territori occupati». Rapoport aggiunge «è un fenomeno che riguarda gran parte della nostra società e questo ha offerto agli amministratori (di Haaretz) l'occasione per darmi il benservito. Le mie storie, hanno detto, non riscuotevano più l'interesse dei lettori che ne avrebbero abbastanza di arabi e palestinesi».

Meron Rapoport e Amira Hass in questi anni hanno collaborato attivamente alle attività della Fondazione Basso - Sezione Internazionale, in particolare con il Corso sul Diritto dei Popoli. Amira Hass ha tenuto nel 2005 una conferenza sulle politiche di occupazione israeliana dei Territori palestinesi, la sua testimonianza è poi confluita nel volume Incontro o scontro di civiltà?, Edup, 2006. In particolare la Hass è intervenuta sulla negazione da parte israeliana della libertà di circolazione dei palestinesi causata dall'occupazione dei Territori e che determina un vero e proprio «furto del tempo», prodotto dalle file ai check point e dalle continue peripezie a cui è sottoposta la popolazione.

Meron Rapoport è, invece, intervenuto nel Corso del 2007 raccontando delle sue inchieste sull'uso di bombe a grappolo e di armi al fosforo bianco durante l'invasione del Libano da parte israeliana avvenuta nel 2006. Rapoport ha inoltre raccontato la crisi della società israeliana dopo il fallimento dell'intervento militare in Libano e un aspetto delle politiche di occupazione israeliana dei Territori palestinesi poco conosciuto: gli scavi archeologici. L'attività di scavo è molto forte, soprattutto a Gerusalemme Est nei pressi delle moschee, e associazioni come Elad, legate alla destra religiosa, starebbero portando avanti questa attività, anche falsificando i risultati dei ritrovamenti, al fine di sostenere che storicamente i primi occupanti della Palestina erano ebrei e che gli arabi non avrebbero diritto a risiedervi. A tal proposito Rapoport ha dichiarato: «questo tipo di politiche avvicina uno scontro che sarebbe di religione, di fede, e non più legato a questioni territoriali. Tutto ciò non rappresenta nulla di buono per il futuro nè degli israeliani, nè dei palestinesi».

La Fondazione Basso - Sezione internazionale e la sua Scuola di giornalismo esprimono solidarietà ai giornalisti coinvolti nella ristrutturazione operata dall'editore del quotidiano Haaretz.


Guarda il video dell'intervista a Meron Rapoport - XII Corso sul Diritto dei Popoli, 2007 -

(a cura di Luca Muzi)


1 commenti:

Marco Travaglini ha detto...

La cosa più triste è che, nonostante sia questa l'era delle comunicazioni, notizie come questa riescono con difficoltà a farsi strada e ad essere diffuse. Ma questo è un problema ormai vecchio, inutile tornarci.
Per fortuna ci sono internet e persone capaci come te che hanno la sensibilità di dare spazio a questi argomenti.
Complimenti per il blog e in bocca al lupo per il tuo lavoro